Ho avuto un’adolescenza non convenzionale.
O forse ero io ad essere unconventional, tanto da sentirmi alle volte fuori contesto. Amavo essere diverso, poter esprimere la mia personalità, anche a costo di sentirmi gli occhi addosso, e i commenti bisbigliati alle spalle.
Ho sempre guardato oltre: con la fantasia mi immaginavo in America o in Inghilterra, insieme agli artisti rock che ascoltavo tutto il giorno.
Arrivavo da anni davvero bui: “diverso”, d’altronde, mi aveva fatto sentire, per prima, la malattia. Ricordo benissimo la paura di non poter più correre, camminare, e la frustrazione di non poter fare ciò che gli altri facevano.
E allora, se dovevo essere diverso, tanto valeva essere unico.
Mi sono rifugiato nella musica, liberando la mia anima ribelle, e poi nella moda, le mie più grandi passioni. Ma se da ragazzo il rock era stato la mia valvola di sfogo, a vent’anni il settore dell’abbigliamento mi stava respingendo.
Non sono mai stato uno da “santi in paradiso” e dopo gli studi come Perito Tessile mi sembrava all’improvviso di essere diventato anonimo. Proprio io che ero sempre stato additato come differente!
Mi sono rimesso a studiare come modellista e, per farlo, ogni santo giorno salivo su un treno regionale alle 6 e poi di nuovo alle 18. Dopo un anno vissuto interamente a coltivare con determinazione il mio sogno, ho iniziato finalmente la mia carriera in questo settore.
Sono fiero di essere partito dal primo scalino, in Napapijri, e di averne saliti tantissimi, uno dopo l’altro.
E ogni scalino mi portava a nuove sfide, a nuovi spostamenti e a nuove ricerche di equilibrio. Perché ho imparato molto presto che basta un solo dettaglio a farti passare da unico a diverso.
Oggi ho capito quanto sia stato fondamentale trovare il mio percorso, trovare la forza di esprimere le mie capacità, il mio modo di essere.
Ho capito che è stato fondamentale usare la frustrazione verso qualcosa di enorme che non potevo cambiare, per rialzarmi e costruire qualcosa di positivo e potente.
Ho capito che bisogna amare profondamente qualcosa per poterne far parte ed essere unici nel sapersi distinguere ed eccellere.
Ho capito che i dettagli fanno davvero la differenza.
Ho capito che bisogna aver fiducia in se stessi, bisogna conoscere molto bene se stessi, per tenere i piedi per terra davanti alle lodi e alle critiche.
Per questo motivo, oggi aiuto i brand dell’abbigliamento a trovare la loro unicità, a resistere alle difficoltà del momento e ad emergere grazie ad un prodotto eccellente, curato in ogni dettaglio.